PARROCCHIA San Pietro Apostolo Bolgare

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01/2018 - È più facile dominare chi non crede in niente

Ricordo che quando ero bambina c’era un film che mi terrorizzava a tal punto
da togliermi il sonno.
In questi giorni di festa quello stesso film è stato trasmesso più volte alla tv.
Proprio nel giorno di Natale, ho avuto occasione di rivederlo e di guardare, con
occhi ormai diversi da quelli di bambina, a questa storia, che sicuramente tutti
conosciamo: ed è la Storia infinita.
Sarà perché non amo tutto ciò che è fantasy e così distante dalla realtà; sarà
perché il film ha come protagonista un bambino a cui da poco è venuta a
mancare la mamma e temevo di dovermi confrontare con un dolore così
grande pur così piccola; sarà perché in quasi tutte le scene del film le ombre
prevaricano sulla luce, comunque non sono mai riuscita ad arrivare sino alla
fine senza desiderare di cambiare canale. Crescendo, ho avuto la fortuna di
incontrare qualcuno che mi facesse scoprire la bellezza di questo film, che mi
spiegasse questa storia e mi portasse con sè nelle viscere del regno di Fantàsia,
insieme a Bastian per sconfiggere il Nulla. Tra tutti i fantasiosi personaggi della
storia quello che più porto nel cuore è Mordiroccia.
Mordiroccia è in viaggio verso la Torre d’Avorio per incontrare l’Imperatrice e
cercare rimedio al dilagare del Nulla, quando incontra l’omino con la lumaca
da corsa e il maghetto con il suo pipistrello rimbambito, anch’essi in viaggio
con lo stesso compito. Mordiroccia non è certo l’eroe del film: non è lui che può
salvare Fantàsia, ma può cercare di salvare i suoi amici, le persone che ama, la
sua storia.
Per farlo però non può restare fermo, nonostante sia fatto di roccia, nonostante
sia grosso e vecchio.
E così, la storia racconta che una montagna di roccia, un ammasso di pietre
decide di mettersi in cammino.
Mordiroccia fallirà poi nel suo intento di salvare se stesso e i suoi amici dal Nulla.
Eppure la sua storia non finirà, perché Fantàsia verrà salvata insieme alla sua
vita e alla vita dei suoi amici dai desideri di un bambino.
Un’immagine geniale, che scardina ogni idea di immobilità, di immutabilità, di
fissità e a cui vengono attribuite quelle caratteristiche umane che di solito un
duro, una “roccia” non dovrebbe avere come proprie: l’impotenza, la possibilità
del fallimento e la capacità di commuoversi.
Perché le mani grandi e forti di Mordiroccia nulla possono contro il Nulla, la
disperazione, il non senso, il non desiderio.
Perché il Nulla è una tentazione, ed è facile cedervi.

Perché è più facile abbandonarsi al Nulla che lottare per i propri desideri.

Sara

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