PARROCCHIA San Pietro Apostolo Bolgare

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Emigranti & Immigrati: un secolo fa anche Bolgare ha conosciuto l'emigrazione di massa.

L’emigrazione di massa - Dal 1876 al 1915 furono ben 14 milioni gli italiani che, armati solo di speranza e di una valigia di cartone, lasciarono tutto per cercare fortuna altrove. E se per i primi 10 anni il viaggio era più semplice, perché la destinazione preferita era l’Europa, a partire dal 1886 gli italiani cominciarono a imbarcarsi per raggiungere l’America: nei quarantanni dell’emigrazione di massa, 7 milioni e 600mila italiani attraversarono l’Atlantico diretti inizialmente in Argentina e poi anche in Brasile e Stati Uniti. Tra la fine dell’Ottocento e buona parte del Novecento anche il nostro Comune è stato terra di grande migrazione. In quegli anni l’aumento della popolazione a Bolgare si aggirava attorno al 10% (dati ISTAT). Infatti l’aumento ISTAT della popolazione di Bolgare del 1871 rispetto al 1881 e stato del 10,9%. Invece il censimento della popolazione di Bolgare nel 1901 rispetto al 1881 riporta un calo di popolazione dell’1,4%. Pertanto tra il mancato aumento e la diminuzione a Bolgare verso la fine dell’800 c’e stata una migrazione di circa del 12,00%. Nel censimento ISTAT del 1881, gli abitanti a Bolgare erano 1422; pertanto si stima che in quegli anni circa 150/200 persone abbiano lasciato Bolgare in cerca di fortuna altrove.

Le tragedie del mare - Le pessime condizioni delle imbarcazioni utilizzate per trasportare la "tonnellata umana”, come veniva chiamato il carico di emigranti, anche un secolo fa provocavano spesso sciagure come quella avvenuta al largo della Libia: 576 italiani (quasi tutti meridionali) morti il 17 marzo 1891 nel naufragio dell’”Utopia” davanti al porto di Gibilterra; 549 morti (moltissimi dei quali italiani) nella tragedia del “Bourgogne” al largo della Nuova Scozia il 4 luglio 1898; 550 emigrati italiani vittime, il 4 agosto 1906, del naufragio del “Sirio” in Spagna. L’elenco potrebbe continuare ancora. Il porto di partenza della nostra zona per queste migrazioni di massa era Genova. C’e chi invece di partire per l’estero trovò lavoro nella città portuale, oppure andò proprio nella città ligure in cerca di lavoro e di fortuna: come e il caso del nostro concittadino Giuseppe Redolfi che inviò questa lettera, (rinvenuta fra le antiche e polverose carte dell’archivio parrocchiale) al Parroco di Bolgare. Scrive testualmente:

“Reverendo Signor Parroco Vengo con queste due righe col mandarci Lire 19 di consegnarci alla mia madre, Redolfi Angela mi scuserà se io ho preso tanta libertà di scriverci. Perché io ho scritto due lettere alla mia madre e non ho ricevuto nulla. La prego Sig. Parroco a dirci alla mia madre come la pensa, di venire a Genova a distare in paese perché io devo prender moglie qui a Genova, quando mi scrive mi farà il piacere di dirmi la intenzioni della mia madre. La Riverisco Sig. Parroco e ci bacio la mano di cuore a Lui e tutta la sua famiglia, et lo prego di salutare il mio Zio con tutta la sua famiglia, Redolfi Giovanni detto il Capelì. Il mio indirizzo è questo: al Sig. Redolfi Giuseppe Genova prè vincolo Critozano, 3 esterno 5 interno. Genova il giorno 10-giugno-1882”

 

A cura di Francesco Locatelli, ottobre 2018

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