PARROCCHIA San Pietro Apostolo Bolgare

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Dalla misericordia, alla Congregazione di Carità e dal 1971 Caritas italiana

La Misericordia era un’associazione tipicamente caritativa dedita all’assistenza dei bisognosi,la cui sussistenza dipendeva da un’economia agricola nella quale, accanto ai poveri sempre numerosi, si creava una classe perenne di indigenti. A Bolgare tutto ebbe inizio grazie a un lascito testamentario.

Si ha notizia dell’istituzione della Misericordia, grazie a questo lascito testamentario rogato dal notaio Roberto da Vertova il 7 DICEMBRE 1539 di un certo “Felix de Bezoni de Fachettis de Bulgare”. Costui aveva istituito erede il figlio Cristoforo con la condizione che, se fosse venuto a mancare senza figli, i suoi beni (terreni e case) sarebbero passati al comune per l’istituzione della Misericordia. Tale Cristoforo “che era zoppo, stroppiato et haveva mal caduco” morì veramente senza figli. I sindaci della Misericordia dichiarano che l’infelice Cristoforo, data la sua condizione, non ha, oggi diremmo, capacità di intendere e di volere. Tutti i beni per questo dovevano passare al comune per l’istituzione della Misericordia.

Ne parla anche nel 1575 nella visita Apostolica San Carlo Borromeo, così scrive: “Il Consorzio della Misericordia è amministrato da due sindaci, i redditi sono di 80 lire all’anno provenienti da vari possedimenti, che sono distribuiti a tutti i poveri indistintamente sotto forma di sale, secondo la disposizione del benefattore. Il bilancio è redatto senza la presenza del parroco”. La sua storia fu però travagliata: nei primi anni alcuni beni in terre e case furono usurpati dai suoi tutori e dal disimpegno di alcuni amministratori. Ovviamente si creò tra i sindaci della Misericordia una vertenza che si trascinò per parecchi anni. Dopo quasi tre secoli di storia la Misericordia con decreto napoleonico cessò la sua attività di aiuto ai bisognosi. Nasce così LA CONGREGAZIONE DI CARITÀ, ente nato con decreto del 5 settembre e 21 DICEMBRE 1807 della Legislazione Napoleonica, organismo controllato dalla prefettura e dal Ministro del Regno d’Italia, voluto affinché lo Stato potesse sostituirsi alle varie presenze operanti sul territorio, fino ad allora gestito da enti privati, principalmente di natura ecclesiale, con conseguente relativo incameramento dei beni ecclesiastici e lo scioglimento degli enti stessi ritenuti inadatti. La Congregazione di Carità continuò la sua opera fino al 1936 quando venne sostituita dall’Ente Comunale Assistenza, nota come (E.C.A.). Questo fino al 1971, quando per volere del Papa Paolo VI venne fondata la CARITAS ITALIANA.

 

Attività assistenziale che svolgeva nel seicento la misericordia di Bolgare.

Nell’atto notarile si legge come veniva distribuita l’offerta sotto forma di sale ai poveri della nostra comunità: “Nel nome del Signor Iddio addì 30 maggio 1637. NOTA della sale dispensata alli poveri della terra di Bolgare e dispensata dalli sindaci della Misericordia Maggiore cioè sono: mastro Antonio Brevi, et mastro Alessandro Alcaini et Gerolamo Pezzotto ambi trei sindaci, (ora diremo presidenti responsabili della Misericordia), tutti trei di comun parere dispensata per elemosina quale sono pesi trenta et lire tre di sale: “Lire tre 3 di sale dati a Bonifacio per la vittura a menare il sale da Palassolo a Bolgare. Lire sei 6 di sale date a mastro Aurilio Capeletto per menare una vittura di sale da Palassolo a Bolgare. Di seguito i primi nomi di un lungo elenco di bisognosi che ricevevano l’elemosina sottoforma di sale, e sono: Tony Marchi Lire 3 di sale, Laura Santa Lire 2, -La Manestra Lire 4, -Piero Balino L. 2, -Gabriele Comotto L. 2, -Bencio Finazzo L. 3, -Zoan Battista Pezzotto L. 3, -Claudia Ortolana L. 2, -Ulia Bastiana L. 2, -La Carbonera L. 1, -Zanpiero Betoscho L. 2, -Bastiano Finazzo L. 3 -Francesco Brignolo L. 4, -Felice Chinello L. 3, -Giustina Tura L. 2, -Cristofen Beloto L. 3. L’elenco continua per 92 nomi di poveri, per un totale di abitanti  400 nel 1575: circa un quarto della popolazione si trovava nella povertà. Rapportato agli attuali 6.000 abitanti, ora avremmo circa 1.500 persone nel bisogno.

 

A cura di Francesco Locatelli - Dicembre 2019

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