PARROCCHIA San Pietro Apostolo Bolgare

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03/19 - Prendiamoci del tempo

Con il nostro frenetico stile di vita, tendiamo sempre a bruciare le tappe, a fare tutto in fretta e furia, nella convinzione che, così facendo, ci rimanga più tempo per noi stessi: in realtà, non serve a nulla. Che cosa otteniamo, infatti, a superare le auto ferme in colonna, mettendo a rischio la nostra e l’altrui vita, solo per giungere al semaforo tre minuti prima? C’è forse qualcuno che ci dà un premio, se la sera arriviamo a casa tre minuti prima del solito perché abbiamo percorso una strada alternativa, allungandola di parecchi chilometri, ma evitando tutto il traffico? Siamo più furbi degli altri, se riusciamo a saltare la fila in posta?

Inrealtà, non capiamo il valore profondo del fare le cose con calma, gustandoci anche il tempo in tutta la sua dimensione, quella per cui tutto quanto è, certamente, scandito dalle lancette dei secondi che passano, ma non tutti i secondi passano alla stessa maniera. Sfido chiunque a dire che un minuto di recupero in una partita di calcio in cui una squadra sta vincendo per uno a zero, dura alla stessa maniera per le due diverse tifoserie… Il tempo non è solo questione di secondi che passano! “Un’ora, non è solo un’ora, è un vaso colmo di profumi, di suoni, di progetti, di climi”, diceva all’inizio del secolo scorso il filosofo francese Henry Bergson. E questo ci aiuta ancor di più a comprendere che per gustare profondamente le cose piacevoli della vita, così come i suoi misteri più reconditi, è indispensabile prendersi tutto il tempo necessario per vivere i momenti che ci sono dati di vivere, in tutta la loro pienezza.

Gesù questa cosa l’aveva capita bene: e ha deciso di non precipitarsi a salvare il mondo appena venuto sulla terra. Dei trentatré presunti anni della sua vita, il 90% l’ha vissuto nel più completo anonimato, e solo una decima parte l’ha utilizzata per annunciare il Vangelo, muovendosi in un fazzoletto di terra grande poco più che la Lombardia. Non solo: prima di iniziare, come se non gli fossero bastati i trent’anni di vita nascosta a Nazareth, si prende altri quaranta giorni di ritiro, nel deserto, in compagnia di uno che non brillava certo di simpatia, visto che gli rovina la quiete chiedendogli di tutto, dalla trasformazione di pietre in pane, al lancio nel vuoto giù da un burrone...

Eppure, lui quel tempo se l’è preso anche per noi, per farci capire che, forse, ogni tanto, almeno una volta l’anno, è bene che ci prendiamo del tempo per stare da soli con noi stessi e con lui, per arrivare a scoprire che quei quaranta giorni di deserto e di contatto con la Parola di Dio, alla fine, non ci possono che fare del bene, non foss’altro perché abbiamo imparato a fermarci un attimo e a non vivere la vita con frenesia.

Prendiamoci del tempo, allora, in questa Quaresima, anche se all’inizio ci costerà fatica, perché di fare silenzio e di fermarci a pensare, proprio, non siamo capaci, forse perché il silenzio e la quiete ci fanno paura; prendiamoci del tempo, e mettiamoci in ascolto di un Dio che ancora ci parla e ci dice che non ci sono altri modi di arrivare a lui se non attraverso suo Figlio; prendiamoci del tempo e abituiamoci a viverlo con pazienza, senza la fretta di voler vedere immediatamente i risultati delle nostre azioni; prendiamoci del tempo per tornare ad avere fiducia in Dio, che nonostante tutto rimane in attesa di noi e delle nostre “fughe”, e ci dà tutto il tempo necessario per capire che si può sempre risalire la china anche dalla peggiore delle situazioni; prendiamoci del tempo per mostrare agli altri che siamo capaci di ripagare la fiducia che Dio ci dà attraverso gesti di altrettanta fiducia, di misericordia, di quella misericordia che evita di giudicare e ancor meno di condannare perché è la stessa che noi abbiamo ricevuto da lui; prendiamoci del tempo e restiamo lì, fermi, a ribadire, nel momento della prova, la nostra fedeltà a lui nonostante tutto; prendiamoci del tempo per metterci finalmente al servizio degli altri, perché non c’è silenzio o pausa di riflessione e di preghiera che non debba poi sfociare in gesti di carità nei confronti del prossimo; prendiamoci del tempo per capire che la vita ha senso se - come quella del Maestro - è vissuta per essere spesa, donata, sprecata per le cose che contano veramente, e che una vita risparmiata col solo intento di non perderla, vede già decretata la propria sconfitta.

Prendiamoci del tempo, infine, per entrare con coraggio nel buio silenzioso e misterioso di una tomba lasciata incredibilmente vuota: sarebbe assurdo, aver camminato tanto ed esserci presi del tempo per stare con noi stessi e con Dio e accorgerci che, alla fine, tutto porta a null’altro che all’ingresso di una tomba vuota e buia.

Nulla ci sembrerà assurdo, tuttavia, se ci prenderemo del tempo anche per affrontare la paura di entrare in quella tomba: dentro, scopriremo che inizia un altro tempo, il tempo della gioia.

Buona Quaresima!

Don Alberto

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