PARROCCHIA San Pietro Apostolo Bolgare

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03/19 - Decime

“Le Decime sono prestazioni, consistenti di solito in un’aliquota dei frutti della terra o degli animali, dovuta alla Pieve (*)”. (da “Enciclopedia Ecclesiastica”).

Fin da quando eravamo bambini e si combinava qualche marachella o birichinata, i nostri genitori, e gli adulti in generale, ci richiamavano dicendoci: “Se ti prendo, ti faccio pagare la decima!”, senza magari sapere cosa voleva dire. Lo dicevano per averlo sentito dire anche loro da sempre. Infatti, la decima deriva da molto lontano, dal Medioevo (VIII sec. ca.), quando i cristiani erano soggetti a versare una tassa alla Pieve sui ricavi dei prodotti della campagna, per sostenere il clero o per il culto cristiano in genere. La “decima” veniva intesa come la decima parte dei frutti che provenivano dalle campagne e dagli animali, ma attenzione: si parla solo di prodotti della campagna (grano, vino, olio, fieno, ecc…), e non di denaro. La tassa versata non sempre corrispondeva al dieci per cento: la “decima” è qualcosa che varia di secolo in secolo a seconda delle esigenze del periodo. Con il diffondersi del Cristianesimo, la popolazione inizia ad avere una maggiore esigenza di assistenza spirituale nel posto dove vive. Gli abitanti dei paesi e delle aree rurali incominciano a chiedere un’attività spirituale maggiore di quella che dava all’inizio la Pieve, ovvero chiedono maggior presenza di preti. Quindi, quando si faceva il raccolto, la decima parte doveva andare in offerta proprio per sostenere le esigenze del culto, sia nel senso della manutenzione dell’edificio, sia per sostenere e per alimentare il clero, che era addetto alla cura delle anime del luogo. Si riporta, in calce, un particolare di pagina del registro delle decime, il “CENSUS ECCLESIAE”, conservato nella Biblioteca Civica di Bergamo, riferito a Bolgare. Viene ancora nominato il “Chiericato di S. Martino”: si tratta, cioè, di terreni del Beneficio Parrocchiale, anche se in questo periodo la parrocchiale era già la chiesa di San Pietro.


(*) PIEVE = da plebs (popolo), era la forma di parrocchia più antica, il luogo di culto fornito di fonte battesimale (dove si dovevano portare i propri figli a battezzare) e soprattutto formava un’unità inseparabile tra una circoscrizione territoriale (con la sua popolazione) e la sua organizzazione religiosa ed ecclesiastica. Accanto alla pieve cittadina, nel VII-VIII secolo iniziano a sorgere le pievi rurali, dislocate in tutto il territorio: attorno all’anno 1000, le pievi nella nostra Diocesi erano otto.

TRASLITTERAZIONE:

“Chiericato di San Martino da Bolgher di io Prete Bettino di Cobaldi quale pertiche 70 in circa in tre pezze prative campive et vitate (con vigneti) il reddito fu dell’ Anno 1562: Segale stara 6, fieno carra 2, melga some 1, vino brente tre. Dall’Anno 1563: formento stara 6, segale stara 4, fieno carra 2,5, vino brenta tre. Dell’Anno 1564: formento some 1, fieno carra 3, vino brenta due. Carichi del detto Chiericato Per mantener il chierico che risponda di ogni anno. Io Prete Bettino di Cobaldi affermo come sopra. Die 4 novembre 1564 presentata et giurata fui firmata da don Bettino, in presenza dei testimoni: don Giovanni de Forestis et Antonio Locatello Officiale”.

 

 

n. 103 - A cura di Francesco Locatelli

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