PARROCCHIA San Pietro Apostolo Bolgare

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06/18 Ho paura

Una frase piccola, spesso detta da chi piccolo è.
Una frase piccola che lasciamo che siano i piccoli a dire perché a
noi grandi sembrare piccoli non piace.
Una frase piccola che racchiude ciò che di più prezioso abbiamo,
insieme ai desideri. Paure e desideri, due facce di una sola medaglia.
Quando si è piccoli, spesso le paure sono grandi, a volte
incomprensibili: c’è la paura del buio, la paura di restare soli
senza mamma e papà, la paura dei rumori forti, la paura degli
sconosciuti. Nell'adolescenza ad un tratto nulla sembra far più
paura. Il desiderio esplode, travolgendo quelle paure che fino a
poco prima impedivano di addormentarsi o di passeggiare per
strada se non stringendo la mano di mamma o di papà.
Crescendo, ciò che fa paura acquista una forma più definita,
spesso ha un nome e una spiegazione che siamo pronti a dare
nel caso qualcuno la chiedesse.
Malvolentieri ne parliamo con altri perché quella cosa genera
in noi altre paure, più tristi e più difficili da accettare. Mettersi
in ascolto delle paure dell’altro vuol dire accoglierlo nella sua integrità.
Vuol dire provare a condividere con l’altro ciò che abita le
profondità della sua persona.
Vuol dire provare a entrare dentro un’altra storia e mettersi a
guardare i piccoli episodi che hanno lasciato il segno, che hanno creato quella cicatrice.
La paura è una cicatrice. Ma è anche un prurito.
È essere in una stanza buia in cui vorresti aprire la porta ma non
sei certo che ci sia. La grazia è trovare qualcuno che in questa stanza stia con noi.
Che stia “dentro” fino a quando non saremo certi che, se ci siamo
entrati in quella stanza, potremo anche uscirne.
La grazia è trovare qualcuno che di fronte alle nostre cicatrici,
mostri i suoi segni e ne racconti la storia.
La grazia è trovare qualcuno che ci prenda le mani, sottraendoci
dalla tentazione di assecondare quel prurito che potrebbe
squarciare la nostra cicatrice.
Non hanno avuto bisogno anche i Dodici di qualcuno che dicesse
loro “Non abbiate paura” e stesse loro vicino sul lago di Tiberiade?
È veramente possibile non aver paura di nulla?
Se la paura non abitasse il nostro intimo, la speranza non avrebbe
alcun sapore se non quello della certezza.
E guidati dai soli desideri, non vivremmo come chi agisce solo di istinti e di slanci?
Impariamo a non aver paure delle nostre paure.
Impariamo ad aver cura delle paure degli altri, senza violentarle.


Sara


 

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