PARROCCHIA San Pietro Apostolo Bolgare

06/19 - Mi ami oggi più di ieri? Ma mai quanto domani.

A metà giugno abbiamo vissuto l’assemblea di fine anno. Questo importante appuntamento ha chiuso l’anno pastorale almeno come momento prezioso di rilettura. Chi c’era ha avuto la possibilità di dire personalmente e di sentire dall’altro come è andata. È importante raccontarsi come viviamo i nostri impegni, cosa ci succede quando siamo insieme nei diversi ambiti. È fondamentale capire la direzione che abbiamo intrapreso e verificare le strategie che abbiamo adoperato per percorrerla fino a questo punto. E poi con franchezza confrontarsi, discutendo questa volta soprattutto di priorità, alla luce degli avvicendamenti che ci saranno. In questo s’intravede la bontà del nostro impegno: quando siamo propensi a pensarci insieme con gli altri e a lasciarci toccare dal cuore di un racconto. Senza peraltro soffocarlo con puntualizzazioni che nascono da paure, fatiche, pregiudizi.

Personalmente in questi tre anni mi ha fatto bene essere avvicinato da alcune persone fino a quel momento esterne alla nostra comunità. Soprattutto quando hanno dato la loro disponibilità a impegnarsi in un modo concreto. Una persona “nuova” certamente ti porta nuove provocazioni. Perché viene da altri percorsi, o perché trovandosi lì per la prima volta è più libera e ricettiva di fronte a quell’esperienza. La cosa di cui avvertivo il bisogno era proprio di questa freschezza che è anche freschezza di sguardo e di conseguenza di relazioni.

L’assemblea ha ribadito alcune priorità che ci sono state a cuore in questi ultimi anni: l’Oratorio e il coinvolgimento dei ragazzi e delle loro famiglie. Spesso i nostri discorsi sono per lo più limitati a questioni pratiche, a quei modi per attirare alcune fasce di età. Però, a ben vedere, le buone relazioni tra di noi sono la base per fare di qualsiasi edificio o spazio una casa accogliente. Un gruppo di persone coese che si rispettano e stimano è molto attrattivo. Per far questo con continuità abbiamo una strada preziosa, a volte in stato di degrado e abbandono: il nostro cammino da discepoli del Maestro. La nostra umanità toccata dalla grazia apre infinite volte all’incontro e offre altrettanti motivi per non staccarsi o per non andare allo scontro con l’altro. Nel mondo di oggi questo è il bisogno più diffuso. Di conseguenza questa è la testimonianza che insieme siamo chiamati a dare.

p. Andrea