PARROCCHIA San Pietro Apostolo Bolgare

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01/19 - Elogio alla disobbedienza

Le leggi, si sa, esistono per essere rispettate. È dunque cosa buona e giusta osservarle, in quanto norme che concorrono a rendere il vivere civile più armonioso e sereno per la collettività. Ciascun paese legifera in maniera del tutto arbitraria su gran parte dei temi che riguardano la nazione, al fine di essere la miglior patria in cui un cittadino possa desidera di abitare.

Esiste una serie di norme che tuttavia non trova posto in quei grandi libri che sono le Costituzioni e neppure nelle carte costituzionali, in quanto appartengono a ciò che attiene la sfera sociale e, a un livello superiore, alla sfera morale. La distinzione tra queste varietà di norme, oltre che a una formalità che troviamo appartenere solo alle leggi giuridiche, si può rintracciare nella punizione che consegue all’infrazione di queste leggi. Questi tre differenti ordini trovano una sorta di corrispondenza nella punizione di quei peccati che ledono il singolo e comportano la sottrazione dei beni, della libertà o della vita stessa. Il reato di omicidio, così come quello di rapina e di calunnia, è punito dal diritto penale, così come le norme sociali condannano con l’emarginazione e la diffidenza chi commette questi crimini. Gli stessi reati sono condannati anche dalla legge morale e vengono quindi definiti peccati: colui che ne è colpevole ne risponderà direttamente davanti a Dio. La società contemporanea scinde questi tre gradi di norme, tanto è che si possono osservare le norme giuridiche e al contempo essere indifferenti ai precetti religiosi; si può conoscere ogni articolo della Costituzione e rendere piena di maldicenze la vita di una persona che ci guarda in modo non troppo amorevole; si può rispettare il giorno del Signore partecipando ogni settimana alla celebrazione dell’Eucarestia e al contempo truccare appalti di milioni di euro, o tradire il proprio marito e la propria moglie. Non c’è da meravigliarsi: la libertà dell’individuo è senza dubbio più vasta di ogni possibile previsione umana. Il dramma del nostro tempo tuttavia non si risolve in una sterile contestazione sulla libertà umana sempre più libera e sempre meno addomesticata. Se le leggi giuridiche, sociali e morali hanno come fine ultimo la felicità dell’individuo (usata per la prima volta in un una Carta Costituzionale nella dichiarazione di indipendenza americana del 1776) non può esistere allora né un reato, ne un peccato o uno sgarbo lasciare la propria patria per partirne alla ricerca.

“Non fare agli altri quel che non vorresti fosse fatto a te”.

 É il principio fondamentale di una società che si voglia dire civile, prima di dirsi accogliente, prima ancora di dirsi cattolica. L’augurio per quest’anno è che possiate essere critici, che possiate valutare con giudizio la realtà e ciò che accade con questo sentimento di umanità.

Che sia un buon 2019.

 

Sara

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