PARROCCHIA San Pietro Apostolo Bolgare

Audio

10/18 - So delle cose che so

La vita delle persone può essere raccontata in tanti modi. Ad esempio attraverso i luoghi dove si svolgono le loro vicende. Dove ti trovavi in quell’istante? Non è una domanda che ti poni lì per lì. Però quando ripensi ai fatti salienti che ti sono capitati, ogni volta ti ritrovi immerso in una ambientazione diversa. In ogni episodio fai i conti con un protagonista inaspettato. Perché determinati particolari continuano a sopravvivere in te e chiedono di essere rielaborati, di attribuirgli un valore preciso, assoluto o relativo che sia. Allora ripensi a tutto per oggetti, colori, odori, suoni, presenze. Erano proprio lì con te. Senza saperlo hanno contribuito a quel momento felice o triste. Ti hanno fatto un po’ compagnia nella tua solitudine. Hanno rallentato oppure accelerato l’ansia che ti picchiava dentro. Ora quando ritorni a quegli anni o a quel fatterello riaffiora sulla pelle un sentimento e ti colpisce nuovamente un pensiero. Questo nuovo significato è il risultato della tua storia.xx Ed è così. Ti ricorderai per sempre di quella telefonata ricevuta in una cabina angusta e per niente intima. Hai capito in un istante, senza bisogno di chissà quali spiegazioni, quando la luce di servizio di una cinquecento, trendy e ultra accessoriata, ha svelato al suo interno un abito scuro da uomo. Sei di nuovo lucente al sentire quel rumore assordante prima di varcare il portone e arrivare sul posto di lavoro.
Le giornate, per quanto possano essere ripetitive e piene, ti recapitano svariati appelli. Non è tempo sprecato fermarsi in disparte per qualche minuto e considerarli. Anche renderti conto che hai appena incrociato un varco per entrare nel tuo vissuto. Tanti sentieri della nostra vita rimangono inesplorati. Non hai trovato l’imbocco ti dirai più tardi. Oppure che quello non poteva essere un tracciato da seguire. Ma sì dai se lo percorri sai già come va a finire. E poi guarda che là non trovi niente di che. Tanti i motivi o scuse per starsene immobile e quindi non andare da nessuna parte, preferendo rifare le cose come sempre.
Donati questa opportunità di essere ancora visitato. Di immaginare la tua storia. Non richiuderti dentro quelle quattro mura. Apri una delle finestre. Attraversa quella porta. Metti fuori la testa e tutto il resto. Fatti accarezzare e sferzare dal vento, gelido o caldo che sia. E lascia che i raggi del sole appena accennato ti avvolgano poco a poco.
 
 p. Andrea
 
 So delle cose che so
 E non ti posso spiegare
 Perché non esistono tutte le parole
 Esistono solo il tempo e la distanza
 Tra ciò che io so e tu dovrai
 (R. S.)  

.

Ascolta questo articolo: