PARROCCHIA San Pietro Apostolo Bolgare

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02/19 -Con i ragazzi tutto a posto!

Non tutte le attività vanno come le pensi o come le pianifichi. A volte, questo accade perché non le hai pensate bene, o forse perché quello che hai pensato va bene per te ma non per altri. E allora, fai un buco nell'acqua: l’attività pensata o programmata va a rotoli, e ti accorgi di aver buttato via del tempo prezioso che avresti potuto benissimo dedicare ad altro. Ma capita pure che l’attività programmata sia andata a rotoli per cause non dovute alla tua volontà, e neppure a cose accidentali e involontarie come il maltempo o un imprevisto: può andare a rotoli perché qualcuno ce l’ha fatta andare, magari boicottandola, oppure semplicemente “snobbandola”, a volte per pura dimenticanza, altre volte per distrazione più o meno volontaria. Indici, tutte queste cose, di un certo scarso interesse nei confronti di quanto è stato proposto: giustificabile, certo, e chi lo nega? Ogni cosa, negativa o positiva, può essere giustificata: ciò non significa che la giustificazione sia plausibile. A volte è meglio ammettere che non ci sono giustificazioni: quest’attività l’ho “snobbata” perché non mi importa nulla di essa. Punto. Più semplice di così… Esiste, tra l’altro, un luogo privilegiato in cui le attività spesso vanno a rotoli perché a nessuno (o quasi, siamo onesti…) importa nulla di quello che viene proposto: ed è la comunità parrocchiale. Quante attività in una parrocchia vengono proposte magari anche dopo un lungo e intenso lavoro di riflessione, di preparazione, di investimento di forze, energie e persone, e poi vengono puntualmente disattese (a volte dai medesimi soggetti che le propongono, ma lì entriamo già in qualcosa di psicologicamente complesso in cui è meglio non addentrarsi…), senza altra giustificazione o motivazione che non sia quella del “non me ne importa più di tanto”! E così, devo concludere che “non importa più di tanto” alla nostra comunità (ecclesiale e civile, in maniera indistinta) creare una rete di carità che coordini le attività di attenzione al sociale e al disagio, se alle due riunioni programmate per portare avanti il progetto partecipano la prima volta 13 e la seconda volta 8 persone, peraltro già volenterosamente coinvolte in molte altre attività. Certo, è più facile tirare fuori dal portafoglio 50 euro da destinare a un’opera di carità che sentirsi coinvolti direttamente. L’attività è quindi andata a rotoli? Può darsi. Ma ciò non significa che ci si fermi qui.

Come credo che “non importa più di tanto” costituire una Associazione - Onlus che prenda a cuore la struttura del Santuario della Madonna dei Campi (tanto amato, tra l’altro, dalla nostra popolazione anche non credente) e della casa del cappellano a essa adiacente, per poterne fare un luogo di partecipazione, di attenzione, di accoglienza, di disponibilità - per esempio - verso le persone con abilità diverse; dico questo, visto che ho lanciato la proposta ormai due anni fa, ricevendo subito consensi verbali molto favorevoli, della serie “Io ci sto”, ma finora nulla e nessuno si è mosso, nonostante esplicite richieste da parte del sottoscritto. Attività andata a rotoli? Ma neppure per sogno: si va avanti, e chi vuole camminare segua il cammino che verrà tracciato.

Come queste due, potrei citare molte altre attività. “Va proprio tutto così male?”, potrebbe obiettare qualcuno. No, ci mancherebbe. Ci sono delle cose che vanno alla grande: e guarda caso, hanno una costante. Le attività dove sono presenti bambini e ragazzi difficilmente vanno a rotoli. Anzi: viaggiano proprio! Ad esempio, il gruppo delle Giovani Coppie, dove la presenza e la partecipazione sono certamente dovute all’assenso dato dai genitori, ma c’è da dire che i piccoli danno un bello stimolo al ritrovarsi.

Ad esempio, la programmazione cinematografica proposta principalmente per i ragazzi, dove riusciamo ad avere un numero di presenze che giustifica appieno gli sforzi fatti per avere una sala cinematografica degna di questo nome. Ad esempio, la messa dei ragazzi della domenica mattina la cui vivacità, pur suscitando il disappunto di alcuni adulti piuttosto “vintage” che ritengono che la chiesa si trasformi in un mercato (scusa, ma…chi ti ha detto di venire alla messa delle 11? Ce ne sono altre quattro…), riesce a meravigliare positivamente anche un sacerdote proveniente da un paese africano, la Nigeria, dove le messe non sono certo “ingessate” come le nostre assemblee domenicali. Mi fermo qui, perché vorrei terminare parafrasando il titolo di una canzone un po’ “vintage” pure quella, visto che ha proprio la mia età. È del gruppo rock “The Who”, e s’intitola “The Kids are alright”: significa, più o meno “Con i ragazzi tutto a posto”.

La copertina del vinile (!) vede i quattro componenti del gruppo dormire all'aperto, avvolti nella Union Jack (la bandiera britannica), probabilmente poco sobri al termine di una notte “brava”, mentre due bimbetti li guardano con un fare misto di compassione e di meraviglia. Della serie: “Guarda quei quattro! Speriamo di non diventare così!”. Ve lo auguro, cari ragazzi: non diventate così, come noi adulti, apatici, svogliati, spenti, demotivati, addormentati, poco entusiasti, a volte anche poco sobri nel senso letterale del termine (eh, già, perché, in fondo, è meglio “farsi” diversi litri di birra in una sera, in piedi, sul marciapiede fuori da un locale, che venire ad ascoltare qualcuno che parla dei danni provocati dall'integralismo religioso in giro per il mondo). Non imitateci. Rimanete così sempre, anche quando crescerete. Non ve lo dicono né il don Alberto né il padre Andrea, bensì Qualcuno decisamente più importante di loro: “In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli”.

Don Alberto

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