PARROCCHIA San Pietro Apostolo Bolgare

03/19 - Lasciarsi

Nei rapporti umani, a volte qualcosa non va come dovrebbe andare.
I legami, anche quelli che sembrano più solidi, si disfano con la stessa velocità con cui in estate il cielo si incupisce prima di un temporale.
Può accadere che l’altro non sia più disposto a lasciarsi amare da noi, che l’amicizia o l’intimità si rompa.
Qualche volta, posati i risentimenti e curati dal tempo, si torna a parlarsi, a cercarsi, a raccontarsi.
Più semplicemente, nella maggior parte dei casi, si prova ad “andare avanti”, a “farsene una ragione”, a “lasciare andare”.
Chiedersi dove si ha sbagliato, cercare di porre rimedio, e pregare, pregare l’altro perché dia un’altra possibilità, perché non sia la fine. Tentare il tutto per tutto, umiliarsi anche, promettere di cambiare…
Fino ad arrendersi.
E ce lo diciamo, ce lo ripetiamo per crederci, come fosse una delle preghiere che da piccoli abbiamo imparato a memoria, senza capirne il significato, perché dire quelle parole in quell’esatto ordine ci avevano detto che significava pregare. Nella misura in cui si è amato, si può provare dispiacere, dolore e disperazione.
Perché ciò che porta a provare per l’altro quel sentimento così distante dall’amore è proprio l’aver dato tutto se stessi. Tanto più abbiamo amato una persona, tanto più proviamo disprezzo nel momento della delusione.
Eppure ogni volta, nell’euforia è nella freschezza di un nuovo “noi”, si corre il rischio di consegnare all’altro tutto ciò che siamo, perché l’essere umano è per sua natura un “tu” che ha bisogno di un “io”. Nella versione più vera possibile di sé, e dell’altro.
Un consegnarsi che cela tutto il desiderio dell’esistenza stessa, di essere parte di un bene e di una felicità che non abbiano fine e dentro i quali poter gustare la gioia di cose vere, grandi e buone. Verrebbe da chiedere se a tutti é dato questo desiderio.
“Dimentica, non perché l’altro merita il perdono, ma perché tu meriti la pace”.
Che la vostra idea di pace non si incarni in queste parole.
Che il vostro perdono non sia un puro atto egoistico di liberazione.
Che dimentichiate il torto ricevuto, ma non vi dimentichiate dell’essere umano che sta dinanzi a voi.
“Si può amare una persona a voi cara con un amore umano, ma un nemico si può amare solo con l’amore divino” (Lev Tolstoj).

Sara